Emergenza Sanitaria: Sindacato CLAS un appello alle Istituzioni

L’Appello di Sindacato CLAS Nazionale alle Istituzioni, dichiara la Segretaria Nazionale Simona Rossi Querin:

“I nostri ospedali vanno considerati come un complesso ingranaggio fatto di professionalità che devono lavorare in perfetta sinergia affinchè la macchina funzioni. La pandemia ci sta insegnando che non possiamo risparmiare nessuna risorsa utile,  affinchè questa macchina funzioni armoniosamente e possa confermare il nostro sistema sanitario come un fiore all’occhiello del nostro paese e non un campo di guerra. Lo abbiamo già fatto, ma ribadiamo l’appello alle Regioni nella loro autonomia, ma ancora al Presidente Conte ed al Ministro Speranza, la necessità di velocizzare ed incentivare le assunzioni del personale sanitario, investire risorse ulteriori sui servizi di pulizia e sanificazione, mensa, portantinaggio, vigilanza, manutenzioni ordinarie e straordinarie interne alle strutture ospedaliere. Tutte queste professionalità lavorano simultaneamente e di nessuna di esse si può fare a meno dell’altra. Non ripetiamo l’errore di considerare il personale sanitario solo come supereroi , sono in primis persone che hanno accusato a seguito del lavoro svolto in questi mesi, stress da lavoro correlato, sindromi da burnout,  stress post-traumatico, crisi d’ansia e cosi via. Incrementiamo gli investimenti sui dispositivi di sicurezza individuale, che paradossalmente cominciano a scarseggiare nelle strutture in maggiore sofferenza.  Il virus ci ha di nuovo battuto sul tempo, ma possiamo rimediare in corsa. Chiediamo che a tutto il personale dei servizi che gravita all’interno delle strutture vengano fatti i test, che non vengono effettuati da mesi. Dobbiamo affrontare l’emergenza restituendo però cure ed assistenza a tutti i milioni di italiani che ne hanno bisogno e che in questi mesi hanno subito un rallentamento drammatico della sorveglianza sanitaria, penso ai 3 milioni di malati oncologici in Italia, ai malati cronici.

Ultimo ma non per importanza ribadiamo la necessità di dare garanzia e restituire l’attenzione a tutti i lavoratori in stato di fragilità del settore privato. Il DPCM vigente ha un vuoto normativo ancora non colmato; i lavoratori del privato non possono svolgere lavoro in smart working, e non possono essere adibiti ad altra mansione nella maggioranza dei casi. Oggi, questi lavoratori con serie patologie pregresse, usano ferie, aspettative e così via per non presentarsi al lavoro e rischiare un pericoloso contagio da Covid-19.

Chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di ascoltare il nostro appello che è poi l’appello di migliaia di lavoratori e lavoratrici. Corre l’obbligo però di sottolineare l’importanza della collaborazione e del rispetto delle regole da parte di tutti.”

L’ufficio Stampa Sindacato CLAS

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