Il lavoro in Europa: il punto di Sindacato CLAS

Parlare di lavoro all’interno della Comunità Europea, non sempre rispecchia il vero senso della parola “comunità”,  data da un insieme di paesi uniti per il conseguimento di vantaggi economici e politici, nonché per la realizzazione di un mercato unico di merci, servizi, capitali e lavoratori.

Basti pensare che due paesi come l’Italia e la Germania, seppur componenti di una stessa comunità, presentano notevoli differenze, sia da un punto di vista occupazionale, sia da un punto di vista della garanzia del reddito dei lavoratori.

Un esempio arriva dal settore del pulimento e multiservizi in Italia, uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia, che non vede il rinnovo del CCNL da più di 8 anni, con tutti i limiti di reddito e di garanzie connesse a questo ingiustificabile ritardo.

I nostri cugini tedeschi invece, oltre ad aver applicato e normato un salario minimo garantito per legge per tutti i settori,  hanno previsto un incentivo di circa 11% della retribuzione minima salariare da qui al 2023, portando un operaio non specializzato del pulimento a 12€ l’ora, ben lontano dalla paga oraria di un nostro operaio dello stesso settore di 6€, riconoscendo anche la professionalità di un comparto tra quelli maggiormente trascurati.

I tassi di disoccupazione registrati nei paesi europei pongono l’Italia in una posizione tutt’altro che incoraggiante, soprattutto per quanto concerne l’occupazione femminile ferma al 50% , ben al di sotto della media europea del 63%. Nel nostro Paese mancano piani di welfare, strutture a sostegno della genitorialità, forme di flessibilità vera del lavoro, sviluppatissimi  in molti degli stati membri.

Il tasso di istruzione Italiano è ancora troppo basso rispetto alla media degli altri paesi della Comunità. Ad incidere sull’occupazione sono, tra gli altri fattori, la maggiore spendibilità nel mercato del lavoro dei titoli di studio, delle professionalità e il maggiore interesse alla partecipazione al mercato del lavoro. Mancano risorse alla formazione ed all’orientamento, la futura forza lavoro va sostenuta, formata ed orientata verso i vari canali della nostra economia in via di sviluppo ed accrescimento e orientata nel mondo del lavoro, finalizzando la formazione.

Abbiamo presentato le nostre proposte come Sindacato CLAS al Governo, per il sostegno dell’attuale grave condizione economica/occupazionale, per il rilancio del nostro Made in Italy e per un piano di decollo del lavoro post pandemia  a sostegno delle imprese e per il lavoro.

Nel frattempo quello che in Germania viene riconosciuto come “ divieto di remunerazione immorale” in Italia in qualche comparto, come quello dei servizi, è considerata la normale retribuzione.

La Segreteria Nazionale Sindacato CLAS  

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